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Piano integrato salute e sicurezza 2026: le azioni per rafforzare le tutele

2026-03-11 12:03

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Piano integrato salute e sicurezza 2026: le azioni per rafforzare le tutele

Il Piano adottato dal Governo punta a consolidare la sinergia tra istituzioni, parti sociali, lavoratori e imprese per ridurre gli infortuni.

Nel corso di quest’ultimo triennio sono stati molteplici gli interventi che si sono succeduti nel tentativo di rendere ancora più solido l’argine agli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, attraverso il ricorso a molteplici strumenti orientati a conferire alle tutele previste in materia di salute e di sicurezza sul lavoro una maggiore effettività.

Sotto questo profilo, infatti, basti solo ricordare che, da ultimo, con il Dl 159/2025, recante “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”, convertito con modifiche dalla legge 29 dicembre 2025, n. 198, il legislatore ha compiuto un importante nuovo sforzo in questa direzione, mettendo a punto un articolato quadro di misure, alcune anche straordinarie e assolutamente innovative – come, ad esempio, l’incremento delle risorse disponibili, i near miss e il nuovo regime per l’accesso gratuito alle norme tecniche Uni e il Bunt – non solo sul versante dei controlli ma anche delle politiche di prevenzione che, va sempre ricordato, rappresentano il terreno su cui si fonda il Dlgs 81/2008.

In questo solco s’inserisce, quindi, il Piano integrato per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro per l’anno 2026, che prosegue l’opera di consolidamento della sinergia tra istituzioni, parti sociali, lavoratori e imprese con l’obiettivo comune di diffondere ulteriormente una “cultura” della sicurezza finalizzata alla riduzione sistematica degli eventi infortunistici.

 

La strategia generale d’intervento

Da una prima lettura del Piano 2026 si rileva, quindi, un insieme molto articolato di azioni che, partendo da un approccio integrato, si sviluppano lungo due direttrici strategiche fondamentali; la prima è la previsione di attività promozionali e azioni di prevenzione e protezione, comprendenti iniziative mirate a sensibilizzare sull’importanza di adottare comportamenti responsabili e a implementare misure preventive efficaci.

La seconda, invece, riguarda il fronte della vigilanza; il controllo ispettivo resta pur sempre una componente fondamentale per garantire le indispensabili azioni di contrasto dei fenomeni di irregolarità, soprattutto di quelli di più grave allarme sociale e degli illeciti di carattere sostanziale; su questo fronte si conferma la particolare attenzione, anche per il 2026, sui settori dell’edilizia e dell’agricoltura, ma anche su quelli manifatturieri e della logistica.

Pertanto, seguendo la scia del Piano per il 2025, adottato con il Dm 17 dicembre 2024, n. 195, quello per il 2026 prosegue l’opera di rafforzamento dell’azione di prevenzione e protezione nell’ottica dell’approccio Vision Zero, puntando soprattutto alla sensibilizzazione e la formazione dei giovani e dei lavoratori, il sostegno alle imprese, il rafforzamento delle tutele in ambito lavorativo, nonché l’attuazione di controlli mirati e coordinati.

Il “regista” è il Ministero del Lavoro che è chiamato a svolgere la fondamentale funzione di coordinamento, naturalmente in stretta collaborazione con Inail e Inl che, nei rispettivi ruoli istituzionali, sono chiamati a dare attuazione a molteplici azioni d’intervento.

Centrale è lo sviluppo e la messa in campo di campagne di comunicazione e iniziative di sensibilizzazione ma anche la concreta attuazione di diverse altre delle misure previste dal già citato Dl 159/2025.

Sotto questo profilo, infatti, il Piano integrato per il 2026, adottato con Dm 12 febbraio 2026, n. 20, è stato plasmato tenendo conto anche del quadro normativo così come innovato dal Dl 159/2025 – il quale, va ricordato, nasce anche grazie ad un confronto stretto in questi mesi non solo con le parti sociali ma anche con il mondo delle professioni – che, come ha osservato il Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone, si aggiunge ai precedenti interventi in materia ed è finalizzato “…a mettere in sicurezza il futuro”.

 

Il sostegno alle imprese e la premialità

Come accennato sono molteplici gli interventi previsti dal Piano; in particolare, un nucleo fondamentale è costituito delle misure d’incentivazione economica per le imprese, concepite in un’ottica di premialità.

Tra queste spicca, ad esempio, la revisione da parte dell’Inail delle aliquote di oscillazione in bonus per andamento infortunistico, proprio al fine di incentivare la riduzione degli infortuni sul lavoro e di premiare, appunto, i datori di lavoro virtuosi, nel rispetto dell’equilibrio della gestione tariffaria, nonché la revisione dei contributi in agricoltura (articolo 1, comma 1, Dl 159/2025).

Senza dimenticare, poi che il Piano per il 2026, sulla base di quanto stabilisce l’articolo 5, lettera b), del Dl 159/2025, prevede che l’Inail, previo accordo con il Ministero del Lavoro, a decorrere dall’anno 2026, trasferisce annualmente al Fondo sociale per occupazione e formazione un importo non inferiore a 35 milioni di euro – da ripartire sentita la Conferenza Stato-Regioni – destinato al finanziamento di interventi mirati di promozione e divulgazione della cultura della salute e della sicurezza sul lavoro, o iniziative volte a incrementare la formazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali, territoriali e di sito produttivo, sulla base di piani formativi concordati con le parti sociali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

 

Mancati infortuni, nuovo regime di accesso gratuito alle norme tecniche Uni e Bunt

Nel Piano per il 2026 spiccano, inoltre, anche altre misure d’intervento come, sempre a mero titolo esemplificativo, la definizione di Linee guida per l’identificazione, il tracciamento e l’analisi dei mancati infortuni (cd. “near miss”) da parte delle imprese con più di quindici dipendenti, adottate con apposito decreto; va precisato, in merito, che si tratta di una delle misure più innovative introdotte dal Dl 159/2025, che potrebbe giocare un ruolo fondamentale per la riduzione degli infortuni sul lavoro, in quanto monitorare gli incidenti mancati, capirne le cause e su cosa e chi intervenire all’interno dell’azienda rientra nella fondamentale funzione predittiva che, grazie a tale provvedimento, viene esaltata.

Per altro, in questo solco si colloca anche il nuovo regime di accesso gratuito alle norme tecniche di Uni – Iso in materia di salute e di sicurezza sul lavoro; si tratta di una vera rivoluzione in quanto prima della novella dell’articolo 10 del Dl 159/2025, tali norme erano fruibili esclusivamente a pagamento, determinando così una evidente barriera sul piano prevenzionale, con riflessi anche sulla qualità delle valutazioni dei rischi da parte dei datori di lavoro.

Come è precisato nel Piano per il 2026, il Ministero del Lavoro ha già avviato i contatti con Inail e Uni per promuovere la stipula di convenzioni attuative tra i due enti, per la consultazione gratuita delle norme tecniche previste dal Dlgs 81/2008 e delle altre norme di particolare valenza per i temi della salute e della sicurezza sul lavoro, nonché per l’elaborazione, da parte dell’Uni, di un Bollettino ufficiale delle norme tecniche (Bunt) emanate, da pubblicare periodicamente sui siti internet istituzionali del Ministero del lavoro, dell’Inail e dell’Uni.

 

Patente a crediti

Da osservare, infine, che alcuni interventi previsti dal Piano per il 2026 interessano anche il fronte della patente a crediti di cui all’articolo 27 del Dlgs 81/2008, che è stato anch’esso oggetto d’importanti modifiche da parte del Dl 159/2025, al fine di potenziare soprattutto il contrasto al lavoro nero.

Infatti, il Piano prevede un’attività di definizione dei requisiti per l’assegnazione di crediti aggiuntivi ai fini del rilascio della patente, in attuazione dell’articolo 5 del Dm 18 settembre 2024, n. 132.

Cit. “Il Sole 24 Ore”



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